lunedì 29 novembre 2010

Kinect, ovvero la morte del nerd classico


Oggi qui ad agenda digitale parliamo di giochi, in particolare dell'ultimo marchingegno targato Microsoft, il Kinect per l'X-Box 360. In pratica stiamo parlando di una periferica in grado di tracciare il corpo umano del giocatore di fronte alla TV. Ma di questo se n'è parlato a lungo, dell'incredibile tecnologia che c'è dietro. Ma le impressioni di chi ha giocato? Io non faccio testo perché per motivi finanziari e per il mio essere impedito con qualsiasi attività di tipo motorio qualsiasi cosa vada oltre la PS1 mi sembra tecnologia della NASA.

Ecco perché oggi ho chiesto ad un affezionato videogiocatore, il famoso e anonimo Andrew E Basta (@andrewrambler), di raccontarmi le sue impressioni dopo averlo provato nella famosa catena di elettronica che non citerò perché mi molesta sempre con i suoi sms. In questo caso il buon Andrew ha provato il tipico arcade del bowling (quindi niente di particolarmente elaborato), ma si possono notare già alcuni elementi. A lui la parola!

"I giochi che ho provato io sono prevalentemente di sport, diciamo sulla falsa riga deigiochi della wii, come il bowling, tennis, golf, in più c'era anche il calcio. Come dicevo ho provato il bowling e dato che non avevo mai usato kinect, ho provato a fare un tiro come quelli che facevo con la wii, ma è tutta un'altra storia... ho caricato normalmente ed è partita una ciofeca di tiro, e qui ho capito il potenziale del dispositivo. Lnizialmente s'era parlato di vari problemi legati al kinect, come il problema del lag, ma a mio modesto parere tutti i problemi riscontrati da diversi utenti io non li ho proprio notati. La cosa straordinaria è che è puramente realistico: sappiamo che il kinect è formato da diversi tipi di sensori e questi riescono a captare precisamente l'intensità, la forza e la fluidità di un gesto compiuto dal giocatore, come se fossimo avvolti da una muta coperta di sensori collegata direttamente alla console. Sicuramente se hai un televisore da 15 pollicci non te lo godrai mai, ma non parlo per l'aspetto grafico, ma anche del fatto che è uno strumento davvero potente perciò merita veramente un bello schermo, sennò non te lo godi, per lo meno io sono di questa idea."

Ringraziamo il giovane Andrew... Che dire? L'esperienza di gioco diventa sempre più realistica e noi giovani nerd dobbiamo accettare il fatto che, anche nei videogiochi, ci sarà sempre più bisogno di essere prestanti fisicamente, dei veri atleti. Io mi preparo alle prossime sconfitte. Già le prendevo di santa ragione con la Wii, pensa con il Kinect!

domenica 28 novembre 2010

ad un pelo dalla victoria.. la prima social sitcom italiana by Crodino.

se dico Crodino, cosa vi viene subito in mente?
ci provo io:
1 - Crodino, l'analcolico biondo che fa impazzire il mondo. voce squillante, un po' radiofonica, molto retrò. io mi sono sempre immaginato lo speaker con i baffi e le bretelle.. ma questi sono deliri personali...
2 - il gorilla romanaccio, comico fallito, viste le sue battute e..
3 - Victoria cabello, l'enfant più terrible che la tivù italiana abbia mai incontrato, che da un po' di anni fa ormai coppia fissa con il gorilla di cui sopra, entrambi protagonisti di una serie vincente di spot che, visti in sequenza, raccontano, a modo loro, una sorta di storia.
Forse proprio questo aspetto ha convinto quelli dell'analcolico biondo a buttarsi in una nuova impresa, tutta non convenzionale, destinata, perlomeno, a far parlare un po' di se: il "crodino crazy factory", il primo caso (serio) di branded enterteinment tutto italiano.
di cosa si tratta? di intrattenimento nel senso più televisivo del termine, legato però ad un brand, che spesso sponsorizza la trasmissione, in maniera più o meno dichiarata.
in questo caso, la nostra Victoria e il gorillone, sono protagonisti di una mini sitcom che va in onda ogni giorno alle 15 sulle pagine di facebook dedicate al brand, fino al prossimo 3 dicembre (la sitcom è iniziata il 15 di novembre, ma sulla pagina facebook è possibile vedere le puntate precedenti).
la serie, intitolata "ad un pelo dalla victoria. era il giorno più bello, poi arrivò il gorilla", narra le vicende della famiglia altolocata di Victoria, alle prese con il matrimonio della sorella maggiore (vittoria belvedere) e con questo Gorilla, un po' ingombrante e sicuramente fuori dagli schemi.
nel cast figurano anche parecchi nomi del cartellone di Zelig.
aldilà della trama in se, che richiama un po' le vicende di "indovina chi viene a cena", è interessante vedere come questo esperimento, a circa 2 settimane dalla sua uscita, stia raccogliendo consensi e applausi, e comunque come in generale ci sia una volontà di aprirsi al mondo social e del dialogo, leva importantissima per la comunicazione tra brand e consumatore.
i numeri: 55mila fan, e la bacheca della pagina facebook dell'iniziativa in costante aggiornamento (e solo un social media manager sa quanto possa essere difficile inventarsi qualcosa per rendere vivo quel muro ndr).
insomma, un successo? staremo a vedere.. intanto noi di AD vi regaliamo il primo episodio, con l'invito a cliccare su "mi piace" nella pagina facebook dell'iniziativa, per seguire le vicende della terribile Victoria e del suo goffo fidanzato!



Infographic of the week #5 - Stairway to Brand Heaven and Hell

Il lungo cammino verso la la conquista della fedeltà del consumatore in una infografica trovata qui:




In pratica il concetto essenziale è che cercare la fedeltà del consumatore è un terreno abbastanza complesso, soprattutto utilizzando i social media. Questo perché ad una azione corrisponde anche sempre il suo contrario (nel senso si possono ottenere reazioni da parte degli utenti sia positive che negative). Quindi la salita è lunga e difficile verso il Paradiso dei Brand.

sabato 27 novembre 2010

video of the week #5 - Broadway bombing 2010

sinceramente non c'ho capito una cippa.
non ho capito quando è successo, se si tratta di un flash mob, se è una sorta di folle gara, se è legale, se c'è un sito, se è un attacco terroristico, se dietro c'è un brand o se si tratta di un movimento sociale.
probabilmente il broadway bombing è un po' tutto questo, o forse è l'esatto opposto.
fatto ste che quando 2 giorni fa mi è passato questo video sottomano ho detto: "cazzo, questo è il prossimo video of the week".
perchè? per 2 motivi:
perchè la colonna sonora è dei Fugazi e perchè c'è un solo modo per godersi il caos affascinante del traffico metropolitano generato dalle street e le avenue di new york..
questo!


 
Broadway Bombing 2010 from crihs on Vimeo
.


ps. dagli ultimi video of the week si evincono 2 cose:
1 - sono follemente innamorato di NY
2 - sono follemente innamorato di vimeo
ne parlerò..

venerdì 26 novembre 2010

#FF #5 - minimarketing, le 91 discutibili minitesi di Gianluca "gluca" Diegoli

Il Follow Friday di oggi si racconta da solo.
è da tanto che ci penso, e mi sono sempre chiesto se fosse una mossa azzeccata o meno parlarvi di questo tipo; il motivo è semplice: per noi di AD, che lavoriamo (o almeno ci proviamo) nel fantasmagorico mondo del qualcosa-marketing, segnalarvi GLUCA, al secolo Gianluca Diegoli, è come indicare dal basso qualcuno che sta in alto, che ce l'ha fatta. non è una sviolinata. semplicemente, da una parte non possiamo permetterci di non dire al mondo (o perlomeno, a quella porzione di mondo che rientre nell'insieme "follower di AD") che se sei nel web, se studi/lavori/giochi con il marketing, www.minimarketing.it è un tassello importante nel tuo RSS reader, dall'altra c'è un po' di timore reverenziale, di quello che il ragazzetto prova nei confronti del prete dell'oratorio, pronto a farti la predica se sbagli anche solo una virgola.
ad ogni modo, alla fine abbiamo detto SI. e [mini]marketing sia!
Per entrare nel dettaglio, e per dirvi chi è Gianluca, useremo le sue stesse parole. sul suo blog, alla domanda chi sono, Gianluca risponde così
L’autore di questo blog:
  • Scrive un po’ per scherzo, un po’ per passione, un po’ per non fare sport.
  • Adora studiare le frattaglie del marketing.
  • Non sopporta i personaggi che che “intorbidiscono l’acqua per farla sembrare profonda”.
  • Ha una certa esperienza nei servizi (e preferisce la carta, all’aria, per asciugarsi le mani).
  • E’ uscito con la laurea in tasca dalla Bocconi, ma non può rivelare il passaggio segreto.
  • Usa e abusa di internet dal 1995, ma ammira quelli che la odiano.
  • Ama lo spam, legge sempre i pieghevoli dei supermercati, sperpera le autorizzazioni al trattamento dei dati personali, adora testare il supporto clienti.
  • E’ stato online AND (marketing OR product OR communications) manager in aziende ‘tradizionali’ e dotcom. Se ami le presentazioni più serie, qui trovi il suo profilo su Linkedin.
  • Ha pubblicato a fine 2008 un libro, scaricato in circa 10.000 copie.
  • Quando ha tempo parla a convegni, corsi e master dell’integrazione tra (social)web, marketing e organizzazione, e dispensa (da cui un-marketing dispenser :) idee e analisi ad aziende e agenzie: per prepararsi a un futuro senza marketing (e a un marketing senza futuro).
  • Se vi piacciono gli schemi e le infografiche, ne ha disegnata una riassuntiva su sé stesso.
altro da dire? sì.
le sue 91 minitesi, da leggere tutte d'un fiato, lo hanno consacrato miniguru del minimarketing. il libro (che lui definisce "generatorie di dubbi sul marketing") è pubblicato gratuitamente online

noi di AD ve lo regaliamo integralmente qui.

Fatene buon uso, e se incorciate gluca per strada, fategli un mini-inchino, e poi salutatelo con un sincero, e sentitissimo

AUGH.


coordinate
blog | facebook | twitter @gluca | linkedin | friendfeed | feedburner | flickr

coordinate per il download dei libro in altri formati qui

giovedì 25 novembre 2010

Linked...a chi?

In questi giorni di notizie sui social media ce ne sono state: l'accordo tra Facebook e MySpace (Mashup), il servizio di analytics di Twitter o i primi inviti per il social tutto privacy Diaspora.

Io invece volevo parlare, come da tipico clima polemico italiano, del mondo del lavoro e in particolare di LinkedIn. Sul web i grandi guru dei social media ne parlano sempre con grande ammirazione. Come una grande fonte di contatti e di lavoro. Ma siamo sicuri che sia così? Forse lo è per chi, come i guru sopracitati, ha tanti anni di esperienza alle spalle, in cui ha collaborato con tante aziende e professionisti. O per chi ha talmente tanta esperienza da poterti mettere davanti al viso il curriculum per farti zittire. Io penso ai giovani come me, laureati, che cercano di farsi spazio nel mondo del lavoro.Quali contatti? La rete da cosa la fai partire? Dai tuoi compagni di scuola che stanno peggio di te o dai tuoi professori per i quali esisti per un semestre e poi sei morto? Quali offerte di lavoro? Quelle di stage senza rimborso spese in capo al mondo che non puoi permetterti o a quelle per cui la tua candidatura non conta perché non hai esperienze decennali nel campo? Non è solo un problema di LinkedIn, sia chiaro. Ma non si può parlare di rivoluzione, di vetrina verso il mondo del lavoro, di speranza per i giovani. Chi segue i gruppi su questo social network sa che le offerte di lavoro non arrivano quasi a nessuno e le poche che ci sono hanno richieste incredibili (del tipo "cercasi stagista con almeno 5 anni di esperienza nel campo"). Quindi che senso ha, per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro, crearsi un profilo su questo social network?

LinkedIn ha delle potenzialità che in Italia sono poco sfruttabili, tranne se contatti Microsoft, Google e simili. Nel locale non è conosciuto e anche aziende a livello nazionale non sanno bene come usarlo (la tendenza è creare profili per tutti per poi lasciarli abbandonati). Ma averlo non costa niente e questo forse è il suo punto di forza. E' il vostro curriculum vitae 2.0, bisogna sapere a chi inviarlo e farlo nel momento giusto. Sicuramente non risolverà il problema della disoccupazione giovanile in Italia ma, almeno, ci dà una piccola speranza. Magari un giorno controlleremo le mail e troveremo una offerta di lavoro da LinkedIn. Un giorno.

E a tutti quelli che si occupano di social media marketing: fatelo notare ai vostri clienti che esiste uno strumento equo e gratuito per il recruiting, non si sa mai che possiate aiutare qualcuno meno fortunato di voi...

mercoledì 24 novembre 2010

IOS 4.2 ... 1! Apple rilascia il nuovo sistema operativo per iphone e ipad

in attesa che mio padre si decida a comprare un cellulare con sistema operativo seven by microsoft (cosa che mi spingerebbe a tentare una recensione vera, di quelle alla telefonino.net !), la notizia tech della settimana è neanche a dirlo l'uscita del nuovo sistema operativo di casa apple, il tanto atteso quanto famigerato ios 4.2 (in realtà, 4.2.1).
tanto atteso perchè? e da chi? sicuramente questi 400 mega e passa di concentrato tecnologico fanno più gola ai tanti possessori di ipad (presente!) che potranno finalmente navigare e contemporaneamente scrivere una lettera d'amore senza dover per forza di cose fare o solo una o solo l'altra cosa (leggi MULTITASKING).
ma dietro a questo parolone si nascondono tante altre funzionalità tutte da scoprire, e per nulla secondarie, soprattutto se si parla di migliorie lato usabilità.
e secondo voi quale miglior posto per recensirle tutte una per una?

martedì 23 novembre 2010

Meme, questi sconosciuti - Top 10

Quando giri per troppo tempo su Tumblr (io sono uno di quelli che si ricorda quando c'era la Tumblarity), ti accorgi che, periodicamente, appare una immagine, un video virale, delle catchphrase o delle celebrità online che vengono adattate a vari contesti. Oggi vi faccio la mia personale top 10, sperando di non annoiarvi troppo. Mi appoggerò al sito Know Your Meme per i link.

1) RAGE GUY: il tipo arrabbiato, con il suo FFFFFUUUUU diretto a tutte quelle situazioni pessime in cui si viene a trovare.

2) FOREVER ALONE: sentirsi soli, abbandonati, con nessuna spalla su cui piangere. Forever Alone.

3) F*CK YEAH: è un po' il nemico di Rage Guy, quando tutto va bene, veramente bene, troppo bene.

4) SAD KEANU: il povero Keanu Reaves e la sua tristezza, con il suo panino e il suo amico piccione.

5) STRUTTING LEO: invece Leonardo di Caprio sembra di buon umore e con un atteggiamento pomposo...

6) TROLLFACE: quando si dice godere delle disgrazie altrui.

7) STAREDAD: il "bellissimo" rapporto tra padre e figlio, un botta e risposta spettacolare.

8) PEDOBEAR: tenete nascosti i bambini quando Pedobear è nelle vicinanze.

10) THE ROCK DRIVING: un omaccione al volante e la sua espressione sorpresa...

Probabilmente non tutti avrete voglia e tempo di andarvi a vedere tutti i link, ma un vero nerd deve conoscere questi mostri sacri del Meme, anche se sono solo 10 su un numero quasi infinito!

lunedì 22 novembre 2010

Motori non convenzionali: Motor Show 2010, Turkish Arlines e Romanian Traffic Police

premessa : Tutta la blogosfera parla di Facebook e dell'invasione dei cartoon. anche noi di AD volevamo dedicagli uno spazio, ma su internet una notizia di ieri è già vecchia, e anche se la campagna promossa su Facebook termina ufficialmente oggi (in concomitanza con la chiusura della settimana legata ai diritti dell'infanzia), noi non ne parleremo, anche perchè in questa piccola premessa ci sono tutte le coordinate per approfondire il caso!

per il nostro unconventional monday invece, in concomitanza con il motor show di Bologna che in questi giorni apre i battenti, noi di AD abbiamo pensato di creare una miniserie di casi di marketing non convenzionale legati al mondo dei motori, tra EPIC FAIL, WIN e EPIC WIN.

Turkish Airlines e.. la vita è fatta a scale, c'è chi scende e c'è chi sale!
simpatica installazione della turkish airlines che nei lati di una scalamobile di un centro commerciale ha ben pensato di posizionare dei banner che simulavano il decollo di un aereo della loro flotta. l'effetto, carino, sicuramente non stupisce per originalità, ma l'idea poteva essere azzeccata. peccato che ogni medagli ha il suo rovescio, e così se da un lato l'aereo decolla, dalla parte opposta l'effetto lascia poco spazio all'immaginazione. l'aereo va gi in picchiata, e non sembra fermarsi... voto 4 EPIC FAIL



Motor Show 2010 ... non c'è sesso senza amore, non c'è show senza motore!
come dicevamo all'inizio di questo post, il motor show di Bologna di quest'anno si preannuncia più markettaro del solito. ne è la prova questa serie di video dal titolo "there's no show without motors" (by armando testa) dal contenuto chiaramente virale. richiamando dall'immaginario collettivo un feticcio degli anni 80 come KITT, la mitica SUPERCAR di Michael Knight, i video dimostrano come non bastano 4 led rossi.. per emozionare servono i motori.

domenica 21 novembre 2010

Infographic of the week #4 - Everybody's Doing It

How Marketers are Utilizing Social Media in 2010 è il titolo di questa infografica (trovata qui):



Il dato più interessante, udite udite, è che Twitter è il social media più utilizzato (quindi non Facebook). Inoltre quasi tutte le aziende dicono di voler incrementare l'utilizzo di questi strumenti. Forse qualcuno ha capito verso dove stiamo andando?

sabato 20 novembre 2010

video of the week #4 - On Melancholy Hill - NYC Lights

il video di oggi è una dichiarazione d'amore. almeno io l'ho visto con questi occhi. solo un innamorato poteva farsi notti e notti in bianco, fotografando neon. il risultato è questo video.

la musa ispiratrice è New York, il romantico in questione è Chateau Bezerra: un video maker brasiliano che lavora come art director per l'agenzia Create+Consume nella grande mela.

il consiglio è di spegnere le luci, eliminare qualsiasi rumore luminoso proveniente dall'esterno, alzare il volume, farsi prendere un po' dalla malinconia di manhattan al tramonto e godersi il video fino all'ultima goccia di luce. poi chiudete gli occhi.



On Melancholy Hill - NYC Lights from Chateau Bezerra on Vimeo
 
 
poi fatevi un giro tra i suoi lavori, a metà tra music video, manifesti e pop art. On melancholy hill è uscito una settimana fa, ma siamo sicuri che saprà ricavarsi un posto nel marasma della rete.
voto 8+ . after effects love


coordinate | @Vimeo | @portfolio | @create+consume | @twitter | @mail |

venerdì 19 novembre 2010

#FF #4 - Formazione e Informazione - Stefano Principato

Per questo follow friday vogliamo segnalarvi Stefano Principato, che di mestiere fa il consulente e il formatore nel campo del marketing e della comunicazione. Ma cosa ha di così speciale quest'uomo? I suoi due blog che, nella loro diversità, fanno parte di uno stesso percorso.

Il primo di essi è Valori Primi Lab: in questa pagina tutto quello che può interessare chi si occupa di marketing e in generale di comunicazione. Campagne, infografiche, presentazioni, video... e chi più ne ha più ne metta!

Il secondo è Marketing Personale: in questo caso si ha un argomento specifico, la promozione di sé stessi come professionisti (e come persona, aggiungerei). I post riescono a mostrare un mondo diverso da quello che si vede in televisione, un mondo in cui sono tanti a lavorare autonomamente e che cercano di essere imprenditori di sé stessi.

Seguitelo su twitter e su tutti gli altri canali che potete trovare visitando i suoi due blog (facebook, slideshare, flickr...). Per questa settimana il follow è tutto per lui, Stefano Principato.

giovedì 18 novembre 2010

Indirizzo @facebook.com? Macché!

Mi rompe tremendamente le scatole parlare sempre di Facebook su questo blog, ma ultimamente ne sta tirando fuori una dopo l'altra! Ci si aspettavano le nuove mail @facebook.com e per un po' ho pensato: "chissenefrega!". Poi ho scoperto cosa c'è dietro.

Andiamo con ordine. Ci sono ben 3 novità:
1) Seamless messaging: che significa scambiarsi messaggi in modo diretto tilizzando vari strumenti, tra cui l'instant messaging e le nuove mail.
2) Conversation history: cronologia delle conversazioni.
3) Social Inbox: che significa che i messaggi sono filtrati per amici che hanno la priorità su tutti gli altri.
Difficile? Forse questo video può semplificare un po':


Ma in pratica, tutta questa roba, che significa? Che si possono utilizzare tanti strumenti per comunicare e trovarci sempre nello stesso posto: Facebook. Io scrivo un messaggio, un mio amico mi manda un sms e una amica mi scrive in chat, ma tutto finisce nella stessa discussione:


Si potrebbero dire tante cose, ma l'essenziale è che Facebook sta cambiando il modo di vivere la comunicazione. Zucky ha capito cosa vogliono i giovani (probabilmente perché dall'alto dei suoi miliardi è giovane pure lui): si preferisce scrivere su un social network piuttosto che inviare una lunga e formale mail. E se c'è uno strumento che raccoglie tutti i pezzi, perché non usarlo?

martedì 16 novembre 2010

i beatles sbarcano su iTunes ... today, november 16, 2010

home page del sito apple.com 16 novembre 2010
lo so, è martedì, e di solito è il mercoledì il giorno deputato alle novità del web. Però questa è la notizia del momento più che del giorno, e annunciarlo domani sarebbe stato come scoprire l'acqua calda, quindi eccezionalmente il World Wide WEDnesday andrà in onda di martedì. non me ne vogliate...
ma venendo al motivo di tanto scalpore

I BEATLES. ORA SU iTUNES.

non è uno scherzo. già da ieri circolavano voci abbastanza certe su un possibile keynote "indimenticabile" annunciato di fretta e furia. l'appuntamento era fissato per oggi ore 10 am ora californiana (ore 19 italiche), come sempre sul sito apple.com ormai piattaforma di tutte le dirette Apple. "Domani sarà un giorno come gli altri. O magari no."
insomma, le solite premesse da rivoluzione digitale in arrivo.
e invece i fan della mela questa volta sono rimasti un po' a bocca asciutta. nessuna innovazione, nessun nuovo gingillo. semplicemente il brand più famoso di Cupertino è arrivato ad un accordo dopo anni di trattative, e finalmente da oggi sarà possibile acquistare i brani dei 4 ragazzetti di liverpool su itunes: l'offerta comprende diciassette album, compresa The Beatles Box Set, la raccolta di tutti gli album registrati in studio Past Masters
 compresi. insomma, come si dice dalle nostre parti, tanta roba.
A creare così tanto scalpore contribuisce anche il fatto che questo "allunaggio" musical-2.0 dei Beatles sancisce, di fatto, la conclusione di una causa storica tra la EMI, casa discografica dei baronetti inglesi, e la Apple stessa. Un contenzioso che risale addirittura al 1978, quando la Apple Corps citò in giudizio la Apple computer per violazione del marchio.
Insomma, c'è di che gioire, anche se, nemmeno a dirlo, chi ride più forte è sempre mamma Apple, che con l'ingresso dei Beatles nello store musicale online più chiacchierato e cliccato di sempre, segna un altro goal importante per la sua immagine.
Sinceramente leggo negli occhi di Steve Jobs una sorta di rivincita personale nei confronti di una causa persa nel 2007 e che aveva visto, oltre ai danni economici, il colosso Apple piegarsi (giustamente ndr) alla piccola Apple Corps (in quell'occasione la Apple cambiò il proprio nome in Apple Inc. tutt'ora utilizzato).
Rimane il fatto che se nel 1964 i Beatles sbarcavano in America sconvolgendo il mondo, nel 2010 ci ritornano tramite iTunes sconvolgendo il mondo del web.
Siamo davvero entusiasti di portare la musica de Beatles su iTunes. È fantastico ricevere per le canzoni originali che abbiamo pubblicato su vinile lo stesso amore anche nel mondo digitale
commenta lo stesso McCarty nel comunicato congiunto che accompagnava l'annuncio.

Infine è importante sottolineare l'amarezza dei sostenitori apple, quelli veri, che hanno commentato all'unanimità "tanto rumors per nulla".
parafrasando un grande capo indiano

grande capo, la notizia del giorno è che i beatles sbarcano, finalmente, dopo anni di trattative, su iTunes...

estiqaatsi?... dei Beatles che sbarcano su iTunes, pensa che è buono, almeno gente non più obbligata a comprare solo Take That. 

Estiqaatsi ha detto.

The Social Network - Il film nerd del momento


Immaginatevi il tipico cinema multisala. Le persone sono le solite: coppiette che vanno a vedere film horror, così lui si sente figo. Coppiette che vanno a vedere film romantici così lei si sente figa. Gruppi di donne e di uomini che vanno a vedere film perché sono soli. Ma in fondo, alla sala 1, vedi un paesaggio diverso: uomini e donne che leggono riviste, seduti, senza pop-corn e coca-cola supersize, alcuni mandano sms, altri navigano via smartphone e coppiette parlano tra loro invece di stringersi la mano guardando il muro.

In quella sala proiettano The Social Network di David Fincher. Come tutti sappiamo è la storia di Mark Zuckerberg e della nascita di Facebook. Ma cosa ha di tanto interessante questo film? Ovviamente non si può non parlare del ritmo incredibile, delle situazioni che si evolvono e i continui flashback/flashforward. Si può parlare della splendida interpretazione degli attori, della colonna sonora firmata Trent Reznor (vi dicono niente i Nine Inch Nails?).

Ma io voglio parlare dell'idea. L'idea di mettere in scena la vita di un ragazzo. Del più giovane miliardario del mondo. Un personaggio che durante il film riesci ad odiare e amare, compatire e tifare, perché racchiude in sé tanti elementi. E' l'umanità di una persona che tutti ricordiamo per il sito che ha inventato (e su questo vi rimando al film perché qualche dubbio te lo fa venire...) e per i soldi che ha fatto. Quanto poi ci sia di romanzato non ci è dato saperlo, fatto sta che Fincher ha colpito nel segno, giocando in bilico tra la storia di un giovane impacciato con le donne e un avido piccolo uomo affamato di gloria.

A me il film è piaciuto, detto molto semplicemente. Ma nulla è più nerd dell'inizio del film, quando si sente più linguaggio di programmazione che dialoghi. Praticamente una pellicola adatta a noi piccoli geek, ma senza fumetti, alieni o zombie. E capitasse a me di avere una idea come quella di Zucky!

lunedì 15 novembre 2010

siciliani brava "old fashion" gente

Può succedere che Agira, un piccolo paese (8mila e rotte anime sperdute nel cuore della Sicilia) conquisti le luci della ribalta diventando capitale della moda made in Italy?

sì, se si mixano insieme un po' di marketing fatto bene, una scelta azzeccata, un video destinato a diventare un virale di successo, una location fortemente caratterizzata e un po' di "brava gente" pronta a mettersi in gioco..
è proprio da questo mix che nasce, in questo paesino tutto cactus e case fatiscenti, il sicilia old fashion village, un outlet di alta moda destinato a diventare meta di pellegrinaggio post-moderno per tutti gli isolani che vorranno stare al passo con i tempi.

dal punto di vista puramente comunicativo, questa decisione può sembrare contraddittoria, quasi anacronistica: una struttura liquida, nuova, in un ambiente solido, chiuso, dal sapore ancora romantico e incantato.

probabilmente proprio questo contrapposizione in termini ha convinto l'intero team ad imbattersi in questa nuova avventura, che aprirà i battenti il prossimo 26 novembre.

nel frattempo, per sottolineare questo spirito dicotomico (paroloni..), è stato creato un video (ovviamente viral nell'anima!) che è già un piccolo successo.
godetevelo e fateci sapere chi è il vostro personaggio preferito.. Per noi Filippo Briscola Casual Style batte tutti.
voto 10+ (a Filippo, ma soprattutto all'intelligente campagna).

domenica 14 novembre 2010

infographic of the week #3 - Web Designers vs Web Developers

Per questa settimana ho pensato ad una infografica un po' più scherzosa. Le differenze tra un Web Designer (cioè un grafico che lavora per il web) e un Web Developer (in pratica un programmatore). Ecco la foto trovata qui che poi andrò a commentare:

Si parte dalla descrizione estetica. Abbiamo gli stereotipi del tipico grafico con Mac sotto braccio e un po' fighetto contro il programmatore con barba sfatta e tazza di caffè da mezzo litro. Ma subito sotto troviamo invece un dato interessante, cioè che il numero di programmatori e il loro stipendio è molto più elevato rispetto a quello dei designer. Forse perché serve una competenza molto specialistica e, senza offendere i web designers, senza il codice la grafica non arriva online. Inoltre anche le cose che "spaventano" le due tipologie di lavoratore sono purtroppo una realtà per chi si trova a dover fare da tramite tra un programmatore e un grafico.

Per questa settimana è tutto. Forse con ironia abbiamo sollevato un problema che ormai dovrebbe essere risolto, ma che probabilmente è ancora attuale. Ma cari grafici e programmatori, non disperate, qualcosa in comune l'avete (e anche con noi social markettari): la paura delle donne. :)

sabato 13 novembre 2010

video of the week #3 - Re:words by everynone

oggi.
voglio.
parlare.
poco.
voglio lasciare spazio alle parole.
quindi sarò breve.

everynone è uno studio multimediale che si divide tra la east e la west coast americana (sedi a Los Angeles e New York).
I loro video sono famosi perchè raccontano la vita di tutti i giorni senza retorica.
collaborano con Radiolab.
i loro filmati sono famosi per il loro ritmo serrato, per il loro stile poetico, e per la disarmante capacità di mettere a nudo la società, analizzandola di volta in volta secondo particolari filtri.
i loro filmati si dividono in serie.
pochi mesi fa hanno tirato fuori dalle loro cam Words, una riflessione suggestiva sulla comunicazione attraverso il linguaggio.
pochi giorni fa, hanno deciso di rivisitare questo concetto con Re:words, ri:creando lo stesso montaggio prendendo però come sorgenti solo i filmati di youtube (quindi vita-vera).

Senza Parole. Godetevo.





coordinate:
sito www.everynone.com
vimeo http://www.vimeo.com/everynone
youtube http://www.youtube.com/user/everyNONE

venerdì 12 novembre 2010

#FF #3 - c'è chi è attivo, c'è chi è ATTIVISSIMO

lo ammetto. SONO UN TERMINATORE DI CATENE.
Se arrivano da me, si spezzano.
Adesso non è più un problema martellante, ma ci fu un tempo in cui di 20 messaggi in arrivo, 15 buoni erano catene infinite in cui veniva chiesto di spargere la voce per quella bambina dispersa piuttosto che di fare una donazione per quel neonato con una gravissima malattia.. cose del genere. Facciamo a chiarirci, non ho nulla contro questo tipo di iniziative, purchè siano certificate e soprattutto reali! la maggior parte delle volte invece dietro si nasconde una catena bella e buona, e quindi anche pericolosa! è capitato a tutti di riceverne qualcuna, di crederci e, quel che è peggio, di rigirarla.
Questo circolo vizioso fatto da "inoltra-a-intera-rubrica-nessuno-escluso" io l'ho interrotto nel lontano aprile del 2007 quando nel mio browser è comparsa, un po' per caso, la home page di attivissimo.
Chi è Attivissimo? Scrittore e giornalista informatico, conduttore della trasmissione Il Disinformatico della RSI, autore di dieci libri di informatica divulgativa, autore del blog Disinformatico.info, da quest'anno anche blogger per wired.it, è noto nel web come "il" cacciatore di bufale per eccellenza. Se non sapete come comportarvi di fronte ad una potenziale bufala, consultate il suo archivio, vedrete che qualcosa sicuramente scoprirete.
Un esempio...

giovedì 11 novembre 2010

Buoni Sconto 2.0 - Facebook Deals vs Foursqure

Il buon vecchio Mark ne ha fatta un'altra delle sue! Non bastava mettersi in concorrenza con Foursquare con il neobimbo Places, ora il popolo della grande F vuole di più.



Ed è stato presentato "Deals" (che tradotto significa più o meno "affare"). Ma vediamo di cosa si tratta. In pratica sono le offerte speciali legate ad un check-in su Facebook Places. La novità è che le offerte non si basano solamente sul numero di "ingressi" effettuati, ma su altre 4 categorie: la prima riguarda le classiche offerte legate ad una persona (individual deal); la seconda invece è dedicata ai gruppi di persone che effettuano insieme il check-in (friend deal); la terza è diretta ai "fedeli" della marca che hanno effettuato nello stesso store più check in (loyalty deal); ultima ma non ultima l'offerta speciale di "beneficenza" (charity deal) con cui, per ogni check-in, il brand dona in beneficenza una certa quantità di denaro.

Così ci guadagnano i clienti che usufruiscono dell'offerta, i brand che aumentano il traffico negli store e anche Facebook che vede aumentare gli utilizzatori dei propri servizi (con quello che ne consegue). In pratica hanno vinto. Ora si aspetta la risposta di Foursquare... avranno intenzione quelli di controbattere nel 2011? Forse il prossimo anno sarò ricordato (a livello social, ovviamente) come l'anno dei social location based services. O no?

mercoledì 10 novembre 2010

inchiostro e-ink a colori? forse per gli ebook reader è la volta buona..

Prologo: ultimamente sono sempre più appassionato alle tematiche relative a tablet, reader, ebook e quant'altro. 
mi sentivo in dovere di dirvelo. venendo a noi..

Perchè l'iPad è diventato un successo planetario mentre il kindle è rimasto un prodotto abbastanza di nicchia?
le risposte a questo quesito sono molteplici... la più comune è che l'iPad è "colorato".
Poco importa che il kindle (e tutti i suoi cuginetti) abbia uno schermo particolare che eviti la riflessione delle luci (e io che sono un pendolare estremo lo so bene cosa vuol dire usare un ipad sotto le luci anemiche dei treni!) e che la sua batteria duri 5 volte tanto quella di un ipad (che dura veramente tanto, comunque)...
l'iPad è colorato.
effettivamente la differenza c'è, anche se a monte andrebbe precisato che paragonare un ipad con un ebook reader è concettualmente sbagliato, visto che i due oggettini nascono con scopi diversi.

Ad ogni modo, è di poche ore fa la notizia che Hanvon (società leader nel settore reader) ha annunciato al mondo la nascita del primo ebook reader a colori.
La e-ink, società che fornisce il 90% degli schermi utilizzati per produrre gli ebook reader, avrebbe infatti trovato il modo di colorare l'inchiostro elettronico dei suoi schermi, aprendo così le porte ad una nuova generazione di reader.
Il primo modello ad implementare questa nuova tecnologia dovrebbe essere proprio di Hanvon, che ha annunciato l'uscita del suo primo tablet a colori per marzo del 2011, in Cina.
Il modello avrà una dimensione di 10 pollici (decisamente tanti per un reader che di solito si aggira sui 6 pollici), per un costo che rumors dicono si aggirerà intorno ai 440 dollari.
Il dispositivo sarà touch e avrà anche la possibilità di connettersi in wifi e 3G, caratteristiche queste che, unite all'anomala dimensione dello schermo, potrebbero sancire l'ingresso di questi nuovi gioiellini nella guerra dei tablet.

2 Vantaggi
  • schermo non LCD. Quindi niente riflessi, e occhi molto più risposati.
  • batteria eterna. In condizioni di moderato utilizzo, la batteria può durare fino ad una settimana (dopo 10 ore di utilizzo sostenuto, il mio ipad incomincia a cedere ndr)
2 Svantaggi
  • colori sbiaditi. Scordatevi la brillantezza dei colori LCD. con un sistema ad e-inchiostro, anche se a colori, sempre di e-inchiostro si parla.
  • Video addio. questa tecnologia ancora non supporta le immagini in movimento, quindi il vostro "coloreader" non potrà permettersi molto più di un semplice showreel.
pare che queste pecche, unite ad altre considerazioni, hanno spinto i padri del kindle (Amazon, ndr) a non adottare la nuova tecnologia fino a quando non si avranno più certezze.

Una cosa però per noi è certa, la guerra dei tablet adesso è al completo!

martedì 9 novembre 2010

Topi in 3D

Non sono mai stato un grande amante dei fumetti, ma sicuramente ce n'è uno che mi ha sempre colpito. Un topo, un eroe! No, non sto parlando del solito detestabile Topolino disneyano, ma del mitico Deboroh La Roccia, in arte Rat-Man!

Ma perché parlare oggi della creazione di Leo Ortolani? Perché a Novembre (la prima parte) e a Dicembre (la seconda) uscirà in tutte le migliori edicole e fumetterie la nuovissima paradoia targata Rat-Man: Avarat!Dopo Guerre Stellari, Matrix, 300 e Il Signore degli Anelli, finalmente ci troviamo la parodia dell'ultimo film di James Cameron, Avatar.

Senza fare anticipazioni, se c'è una cosa più nerd di un film in 3D e di un fumetto è un fumetto in 3D! Infatti per l'occasione si avranno gli occhialini per vedere tridimensionalmente anche il fumetto pubblicato da Panini Comics. In rete c'è già chi esalta il nuovo albo e chi lo ha aspramente criticato. Lasciamo ai lettori la parola.

Fatto sta che, in fin dei conti, il buon vecchio Leo è veramente un signor disegnatore che ha saputo cogliere, nelle sue pungenti parodie, il film geek del momento. E nel giorno della settimana dedicato alle nerderie e alle geekerie, un bel fumetto ci sta sempre bene.

E ricordate che noi vi vediamo!

lunedì 8 novembre 2010

libro contro ebook: c'è chi può e chi non può...

la guerra dei tablet che si sta consumando in questi ultimi mesi, è il contenitore per altre "microguerre" che questi aggeggi tutto touch e poca sostanza stanno scatenando. IOS vs Android, Realtà aumentata, web vivo o web morto, wifi vs 3g, ma soprattutto...
Libri contro ebook!
di questa battaglia se n'è detto di ogni, ma la verità è che nessuno è mai riuscito a venirne a capo. Ogni giorno il web viene letteralmente infestato di twitterate e status update di social network vari con frasi del tipo "un iPad occupa in borsa lo spazio di un libro ma potenzialmente ne contiene un'infinità" piuttosto che "leggere su uno schermo non sarà mai come sfogliare un libro vero".. e ancora "Vuoi mettere la comodità di scegliere un libro comodamente sul divano e riceverlo 30 secondi dopo?" oppure "il rito dell'acquisto del libro in libreria non morirà mai".. insomma, le 2 fazioni non si danno per vinte!
Eppure in questo oceano di opinioni una cosa è innegabile: le librerie ci stanno rimettendo, e la vendita di ebook da parte di amazon, apple e soci (senza parlare di tutto i libri che vengono scaricati illegalmente) sta mettendo in ginocchio il settore dell'editoria tutta, visto che a farne le spese oltre ai libri ci sono anche quotidiani e periodici..
Insomma, guerra aperta! e siccome in guerra e in amore tutto è permesso, ecco che per combattere l'avanzata delle e-truppe, quelli della bookmans hanno ben pensato di mostrare i punti deboli degli ebooks con un video intelligente, divertente e dal contenuto potenzialmente viralissimo (Vedi OK Go - This Too Shall Pass per credere!).
la domanda è: questi libri digitali sono uguali ai libri "veri"? Ci si possono fare le stesse cose?
No... questo con un ebook proprio non lo puoi fare!




L'idea non è sicuramente originale (il signore che tenta di uccidere la mosca con con l'ipad convinto che fosse un giornale vi ricorda qualcosa?) ma lo scopo è lodevole... per questo noi di AD abbiamo pensato nel nostro piccolo di contribuire all'effetto viral.. e poi i video-domino sono sempre i video-domino!

domenica 7 novembre 2010

infographic of the week #2 - Crowdsourcing Landscape

Prima di mostrarvi l'infografica che abbiamo scelto per questa settimana, forse è necessario ricordare o spiegare che cosa sia il crowdsourcing: è quella pratica, che le aziende stanno utilizzando sempre più spesso, di esternalizzazione di alcuni progetti a gruppi non organizzati di persone (crowd). Siano essi di tipo pubblicitario o di ricerca e sviluppo.

In questa infografica (trovata qui) si può vedere una mappa del crowdsourcing:


Per interpretare al meglio questa infografica, che forse al primo sguardo non è così chiara: per ogni settore che riguarda il crowdsourcing, sono state individuate le piattaforme che permettono di soddisfare determinati bisogni o che raggiungono determinati obiettivi.

Degna di nota è anche questa infografica segnalata da Ninja Marketing sulla storia dei motori di ricerca che si piazza al secondo posto questa settimana. Alla prossima settimana!

sabato 6 novembre 2010

video(S) of the week #2 - T-Mobile & the longest way...

video #1 T-Mobile @heathrow airport - 27 ottobre 2010

Con il termine flash mob (dall'inglese flash: breve esperienza o in un lampo, e mob: folla) si indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi.

Bene, il video che stiamo per proporvi ha fatto 2 milioni di visualizzazioni in poco meno di una settimana dalla sua uscita. non è sicuramente innovativo, nè tantomeno così wow da permettersi queste cifre. è semplicemente l'ennesimo flash mob che t-mobile organizza. Ventate di freschezza? zero. Però funzionano...






video #2 The Longest Way 1.0 - one year walk/beard grow November 9th 2007 - November 13th 2008

"Ho bisogno di un' introduzione?" chiede Christoph Rehage sul suo sito.
Effettivamente no. Basta guardare il suo video...
4000 km a piedi in un anno da Beijing a Ürümqi in un time lapse veramente emozionante.

Anche in questo caso, nessuna novità (chi di voi si ricorda il fenomeno di where the hell is matt?) ma questo video era talmente ben fatto che ci è sembrato doveroso inserirlo tra i videos of the week!
Grazie ohmygeekness per l'ottima segnalazione!





The Longest Way 1.0 - one year walk/beard grow time lapse from Christoph Rehage on Vimeo.

venerdì 5 novembre 2010

#FF #2 - Dottore, chiami un Dottore!

Per il secondo Follow Friday abbiamo pensato di segnalarvi Doctor Brand e il suo blog di marketing e comunicazione.


Stiamo parlando di un giovane ragazzo, Jacopo Pasquini, classe 1978, consulente di marketing e membro dello staff del Master in Comunicazione d'Impresa all'Università di Siena. Ma perché ve lo segnaliamo? Per la sua spiccata capacità di comunicare in modo semplice e diretto su argomenti che riguardano il marketing, la comunicazione e i nuovi media. Per la sua disponibilità e capacità di conversare con le persone. Proprio quello che piace a noi di Agenda Digitale.

Inoltre ogni suo post è una piccola guida su come lavorare nel marketing 2.0. Provate a scoprirlo su FriendFeed, Facebook, Twitter e in tutti gli altri social (fate prima ad andare sul suo blog... è presente ovunque!).

Anche per questo venerdì avete scoperto qualcuno di nuovo da seguire... continuate a sfogliare l'Agenda (Digitale) per i prossimi appuntamenti...

giovedì 4 novembre 2010

Cinguettando a pagamento

Ci siamo abituati alle inserzioni su Facebook, agli spot prima dei nostri video preferiti su YouTube e pure ai link di AdSense nei post dei blog. Ora sono arrivati i "promoted tweets" di Twitter.

Cerchiamo di capire quello di cui stiamo parlando. A livello di test e solo per gli utenti Hootsuite, Twitter sta dando la possibilità ai brand di acquistare degli spazi all'interno delle conversazioni. Sì, proprio all'interno, come si può vedere da questo screenshot (trovato qui):


L'introduzione di questi tweet pubblicitari è un rischio veramente grande per la piattaforma di microblogging, che potrebbe perdere gradualmente fiducia da parte dei suoi utenti. Ma forse l'elemento essenziale, quello che ci può far pensare di più, è che forse anche nel mondo della pubblicità qualcosa sta cambiando. Infatti, come fanno ben notare quelli di We are social, i nuovi spazi a pagamento sono abbastanza particolari.

Li guida un meccanismo diverso, di risonanza e rilevanza: infatti i tweets saranno visualizzati da più utenti solo nel caso siano interessanti per il singolo utente e che coinvolgano in qualche modo le persone. Questa ricerca nei confronti della "gente" (nel senso di crowd) è quindi il passaggio fondamentale da una pubblicità di tipo "pay" (cioè io pago e io voglio che la gente veda) ad una di tipo "promoted" (ho creato qualcosa di interessante per voi, quindi volete vederla).

Alle scrivanie di Twitter non sono pazzi, quindi continueranno per un po' questo test per monitorare tutte le reazioni possibili. Nel prossimo futuro si vedrà quanto potranno incidere questi cinguettii pubblicitari sulla pazienza e sul desiderio di condivisione del popolo dell'uccellino azzurro.

Per quello che mi riguarda inserire messaggi pubblicitari direttamente all'interno delle conversazioni non è proprio il mio sogno nel cassetto. Ma in qualche modo dovranno pur campare i nostri amici di Twitter, no?

mercoledì 3 novembre 2010

non c'è 2 senza Google... ovvero Samsung e HTC(?), ecco gli anti-ipad!

27 gennaio 2010. Cupertino. i "mac addicted" riconosceranno subito questa data (che per loro sarà un keynote!), anche se ai più non dirà granchè. in realtà durante quel Keynote Steve lupetto-nero-jeans-e-scarpe-da-tennis Jobs annunciava al mondo l'ennesimo, chiacchierato, discusso, splendido gioiellino di casa apple: l'iPad.
Ormai anche un bambino di 10 anni sa cos'è l'ipad, quindi non starò qui a spiegarlo nuovamente, quello che posso dire è che personalmente sono molto soddisfatto di questo gingillo tanto utile quanto inutile*.

2 settembre 2010. Berlino. in Germania parte l'avventura del secondo oggetto più discusso degli ultimi tempi, l'anti iPad per eccellenza, il Samsung Galaxy tab. Su questo oggetto dirò qualcosina più in fondo, solo qualche attimo di pazienza.
26 novembre 2010(?). Mountain View(?). Dovrebbe essere la data in cui verrà alla luce il terzo e ultimodevice citato in questo post. Il Google Tablet(?) o come si chiamerà.
su questo oggetto c'è poco da dire, siamo tutti in trepida attesa.

Bene. presentazioni fatte. passiamo ai fatti!

martedì 2 novembre 2010

Quando la TV copia la rete (che copia il cinema)

Molto spesso ci si trova di fronte a tanti video parodia, semplici utenti o siti web specializzati (e "professionalizzati") che fanno il verso alla televisione. Si prendono in giro le pubblicità, gli show, i telefilm e i concorsi a premi.

Ma questo caso è diverso: questa volta la TV ha copiato la rete. E' successo che nella puntata di South Park del 20 ottobre (qualche settimana fa, ma il putiferio è scoppiato in rete solo nella settimana passata) ci si è trovati di fronte alla tipica parodia cinematografica alla Matt Stone e Trey Parker: questa volta la "vittima" della parodia è il fenomeno cinematografico Inception.


Peccato che i due autori non abbiamo assolutamente visto il film e per riuscire a creare la loro puntata si siano basati su questo video su College Humor, un famoso sito umoristico americano, riprendendone anche le battute (il video del cartone americano lo trovate qui). Alla denuncia degli autori dello sketch si è verificato un discreto putiferio in rete. Ma alla fine vince l'amore e il perdono.

Infatti alla richiesta di spiegazioni da parte degli autori di College Humor i sempre pronti Parker e Stone hanno giustificato le loro azioni con un "Facciamo sempre gli episodi in sei giorni, siamo stupidi e questo l’abbiamo messo insieme raffazzonato. Ma, alla fine, ci sono delle battute per le quali dovremo chiamare e scusarci [...] Pensavamo che parte delle loro battute venisse
direttamente dal film. [...] È stato un errore, ma è stato un errore in buona fede." Gli autori di South Park questa volta sono stati fortunati, perché in realtà si scontrati con un gruppo di fan che non potevano non perdonarli...

Quindi pace fatta ma rimane un quesito: quante volte questo è successo senza essere poi venuto alla luce? College Humor è un sito web di grande fama e per questo tutto è venuto subito a galla, ma se fosse stato un video creato da un utente qualsiasi del web, che sarebbe successo? Su queste domande si conclude la giornata nerd della settimana. Agenda Digitale, passo e chiudo.

lunedì 1 novembre 2010

this is halloween...

trick or treat? o per dirla all'italiana, "dolcetto o scherzetto"?
che Halloween sia tra le feste più amate dai giovani ormai si sa, è un piccolo carnevale anticipato per i più piccoli, una notte "di paura" per gli adolescenti, semplicemente la festa dei morti per i grandi.
ma se è vero che mio padre ancora non capisce proprio il senso di questa nottata tutta teschi streghe e zucche, è altrettanto vero che ormai l'immaginario di halloween è universalmente conosciuto..

tutto questo è terreno fertilissimo per tutto quello che viene definito non convenzionale (ma che ormai non convenzionale non è!), e anche quest'anno, come ogni anno, non sono mancate le campagne ad hoc tutte ragnatele e zombie. ed eccovi una carrellata dei casi più flop o più interessanti selezionati per voi da AD

si parte con Sears, una catena di centri commerciali americana che per halloween ha deciso di creare un sito/game in cui ogni utente ha la possibilità di "costruirsi" il proprio zombie. alla fine dell'experience sears ti suggerisce cosa dovrebbe avere il tuo zombie per essere veramente come lo vorresti tu (dovrebbe avere quella camicia, quel profumo, quegli occhiali...). 4 menù a scelta rapida e immagini statiche. quello che vedete in foto è il mio zombie... lascio a voi ogni commento! Voto 5.. ci ha provato!

sempre in salsa sito/game, Ritter, quello del cioccolato, ci aiuta a fare gli scherzetti ai grandi cattivi che non vogliono mollarci il cioccolatino! basta inviare questo link ... sconsigliato ai deboli di cuore(!!!). voto 6+ ... almeno è 2.0!

ormai non c'è avvenimento senza che mamma google ce lo faccia notare.. e sicuramente uno scenario come il coloratissimo halloween non poteva non essere sottolineato dal motore di ricerca più ambito del mondo, che per questo halloween non ha badato a spese inserendo non una ma ben 5 immagini in tema scoobydoo.. voto 7,5 solo mamma google può

Rimaniamo ancora tra applicazioni e viral. Stavolta ci spostiamo nel mitico mondo dei comics, e lo facciamo grazie all'iniziativa di Marvel, madre di supereroi del calibro di spiderman e batman.
in occasione di halloween infatti, la Marvel ha deciso di inserire nello store della loro applicazione per ipad e iphone, una serie di fumetti dal titolo Marvel Zombies (vol. 2). Un'operazione interessante, se non fosse che, come loro (in)giustamete sottolineano, si tratta perlopiù di fumetti già usciti e quindi già conosciuti. Insomma niente di nuovo sul fronte occidentale, ma comunque interessante il fatto che abbiano deciso di utilizzare la piattaforma del momento (app store by apple) per lanciare questa iniziativa. voto 8. fumetti e ipad sono un binomio perfetto

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