
Immaginatevi il tipico cinema multisala. Le persone sono le solite: coppiette che vanno a vedere film horror, così lui si sente figo. Coppiette che vanno a vedere film romantici così lei si sente figa. Gruppi di donne e di uomini che vanno a vedere film perché sono soli. Ma in fondo, alla sala 1, vedi un paesaggio diverso: uomini e donne che leggono riviste, seduti, senza pop-corn e coca-cola supersize, alcuni mandano sms, altri navigano via smartphone e coppiette parlano tra loro invece di stringersi la mano guardando il muro.
In quella sala proiettano The Social Network di David Fincher. Come tutti sappiamo è la storia di Mark Zuckerberg e della nascita di Facebook. Ma cosa ha di tanto interessante questo film? Ovviamente non si può non parlare del ritmo incredibile, delle situazioni che si evolvono e i continui flashback/flashforward. Si può parlare della splendida interpretazione degli attori, della colonna sonora firmata Trent Reznor (vi dicono niente i Nine Inch Nails?).
Ma io voglio parlare dell'idea. L'idea di mettere in scena la vita di un ragazzo. Del più giovane miliardario del mondo. Un personaggio che durante il film riesci ad odiare e amare, compatire e tifare, perché racchiude in sé tanti elementi. E' l'umanità di una persona che tutti ricordiamo per il sito che ha inventato (e su questo vi rimando al film perché qualche dubbio te lo fa venire...) e per i soldi che ha fatto. Quanto poi ci sia di romanzato non ci è dato saperlo, fatto sta che Fincher ha colpito nel segno, giocando in bilico tra la storia di un giovane impacciato con le donne e un avido piccolo uomo affamato di gloria.
A me il film è piaciuto, detto molto semplicemente. Ma nulla è più nerd dell'inizio del film, quando si sente più linguaggio di programmazione che dialoghi. Praticamente una pellicola adatta a noi piccoli geek, ma senza fumetti, alieni o zombie. E capitasse a me di avere una idea come quella di Zucky!
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