ma in realtà a colpirmi, questa settimana, è stato un articoletto preso da ilpost.it che un carissimo amico di AD* mi ha segnalato..
riassumo:
in una notte di mezza estete la signora Rodriguez decide di comprare degli occhiali da sole online, in un sito di e-commerce abbastanza noto, con la speranza di risparmiare qualcosina.visti i prezzi, tutto sommato vantaggiosi, decide di ordinare anche un paio di lenti a contatto.
finisce la procedura di pagamento, inserisce i suoi dati, e via. acquisto fatto.
pochi giorni dopo viene contattata da un certo Tony Russo, che con fare deciso le dice che le lenti a contatto non sono disponibili, e che deve scegliere un articolo sostitutivo.
la faccio breve, ma da questo momento in poi sorgono i problemi. La Rodriguez, un po' indispettita, chiede di avere indietro i soldi delle lenti a contatto, ma nulla da fare. anzi, dopo aver scoperto che anche gli occhiale erano dei tarocchi belli e buoni, e dopo aver fatto regolare reclamo (con tanto di blocco del pagamento, of course), dal sito le arrivano insulti e minacce, del tipo "stronza paga, so dove abiti". nel frattempo, in qualche modo il pagamento viene sbloccato (ovviamente contro la volontà della signora rodriguez), e la transazione va a "buon fine".
piccata più nell'orgoglio che nel portafogli, la nostr malcapitata si rivolge ad un legale, e inizia a cercare informazioni su questo sito, scoprendo che non è la sola ad aver subito questo tipo di trattamento. sembra infatti che per la rete ci siano parecchie persone diciamo "insoddisfatte" del servizio di questo e-commerce.
ora, la domanda sorge spontanea: perchè un sito di e-commerce che può costruirsi una brand reputation esclusivamente online dovrebbe trattare i propri clienti in questo modo?
un domanda del genere è comparsa poco tempo fa su uno dei tanti forum che hanno trattato l'argomento. ecco cosa ha risposto uno dei titolari del sito, che si è intrufolato nella discussione
Ciao, sono Stanley di DecorMyEyes.com. Volevo solo dirvi che più lamentele pubblicate online, più il mio giro di affari aumenta e così il numero delle vendite. Il mio obiettivo è la pubblicità NEGATIVAparadosso? no, solo un meccanismo.
provo a spiegare, Google (ormai se parliamo di motori di ricerca, parliamo solo di google!), indicizza le pagine che i suoi ragni trovano in giro per la rete, secondo diversi criteri, uno tra i quali (e uno dei più importanti), è il principio dei link in entrata.
se, ad esempio, sul sito di Wired comparisse un link a questo blog (magari!), probabilmente oltre a ricevere una marea di visite in più, google ci porterebbe più in alto in classifica, perchè verremmo linkati, e quei link genererebbero traffico. non è difficile no? ed è esattamente sullo stesso principio che si basava il gioco del nostro amico. eccovi la catena
- cerco su google una marca di occhiali
- compare come primo risultato decormyeyes.com
- compro, pago e rimango insoddisfatto
- vado sui forum e sui blog di mezzo web, e mi lamento, scrivendo cose del tipo "su www.decormyeyes.com mi hanno trattato malissimo. non ci andate!
- i ragni di google (beatamente ignoranti!) vedono che decormyeyes.com ha un link in più, e rafforzano la posizione del sito su google
- il sito rimane nelle prime posizioni di google
- un nuovo utente cerca su google una marca di occhiali
- compare come primo risultat... .etc etc etc
epilogo : dopo mesi e mesi di lotta, questa storia è finita nel New York times del 26 novembre. pochi giorni dopo (e quindi pochi giorni fa), Big G ha deciso, in seguito a questa vicenda, di modificare il proprio algoritmo, per evitare che storie come queste possano ripetersi.
morale (unconventional) della favola: vorrei analizzare la storia da un triplice punto di vista.
- bene o male purchè se ne parli. è l'assunto su cui si basa tutto il sistema pubblicitario mondiale, dalla preistoria al 2.0, e questa storia ne è la dimostrazione. vedere Fabrizio Corona e Lele Mora per credere.
- Prendi una donna, trattala male. Ferradini lo diceva 30(?) anni fa, ma è ancora tutto attualissimo. i libri di marketing di tutto il mondo possono scrivere quello che vogliono, io sono sempre più convinto che un passaparola negativ vola molto più velocemente di un giro di complimenti smielati. noi di AD, nel nostro piccolo, lo abbiamo testato con funkyprof (a proposito, è pace fatta, vedere post per capire!). lo abbiamo tartassato di mail, di tweet, ma nulla. è bastato scrivere che era uno "stronzo" (ripeto, pace fatta!), per trovarci la posta e il twitter pieno di risposte.. sarà vero che una cattiva notizia fa più parlare di se?
- e infine.. SEO o non SEO, questo è il problema. questa storia mette in evidenza quanto il SEO, se usato in maniera piratesca, possa essere uno strumento pericolosissimo per il web. è bastato studiare una srtategia molto facile da mettere in atto, fare un paio di volte il gioco giusto, per finire in prima pagina su google.
incoerenze post moderne del web 2.0, su unconventional monday (cit. adattata!)
*fonte e ispirazione, Lorenzo M. grazie da AD! ;)
mi inserisco nel discorso segnalando un mio post proprio derivante da riflessioni su questa vicenda...
RispondiEliminahttp://pensiericontingenti.wordpress.com/2010/12/03/questioni-di-reputazione-on-line/
Ci sarebbe anche la seconda parte ma ve la risparmio...