Quora è l'argomento del momento. Una migrazione di massa di guru e appassionati di tecnologia e social in questo nuovo social network sta avvenendo in questi giorni. Ma di cosa stiamo parlando?
Di un social network, una community di persone, che non fanno altro che fare domande e dare risposte. In questo momento magico pieno di early-adopters (e, quindi, di smanettoni che partecipano tramite invito diretto) la qualità delle domande e soprattutto delle risposte è molto alta. Al momento ci sono nicchie molto ben distinte di argomenti e non troppe conversazioni, ma l'interfaccia è confusionale e poco user-friendly per quello a cui sono abituati gli utenti medi (infatti va benissimo per dei beta-tester e poco per chi ci passa di corsa durante la navigazione).
Io penso onestamente che con l'aumento degli utenti si avrà un declino gigantesco della qualità dei contenuti. Sicuramente per le aziende può essere uno strumento per valutare la propria brand reputation e dialogare con gli stakeholders, visto che la divisione in nicchie permette di rintracciare subito i propri potenziali acquirenti. Può essere anche uno strumento di personal branding per chi ne sa tante ma non ha titoli di rilievo per giustificarsi (come su LinkedIn).

Al momento è un bellissimo luogo di conversazione, con tanti esperti e appassionati. Ma non può sicuramente mettere paura a mostri sacri come Facebook (nonostante le grandi recensioni che segnalavano Quora come l'anti-Twitter e l'anti-Facebook). Sicuramente il grande aumento di iscritti degli ultimi tempi è un fatto rilevante, ma la mia paura (e forse un po' speranza?) è che diventi quello che è stato FriendFeed, uno spazio che non diventerà mai mainstream e, quindi, professionale e di nicchia. Comunque, non mi esalta affatto.
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